Andrea Passini, campione di ginnastica artistica maschile e studente di Ingegneria Civile e Ambientale a Unife

 

Andrea Passini, campione di ginnastica artistica maschile e studente di Ingegneria Civile e Ambientale a Unife, a soli 21 anni è capitano della squadra che ha appena raggiunto il traguardo storico del terzo posto nel Campionato Nazionale a squadre di serie A1.

Andrea racconta la sua esperienza di conciliazione tra lo sport a livello agonistico e il percorso di studi in Ingegneria. Ci rivela che la sua passione per la ginnastica, che coltiva fin dall’infanzia, non è stato un ostacolo ma, al contrario, lo ha aiutato ad ottenere ottimi risultati anche nell’ambito accademico.

 

“Trovo ovviamente che il percorso universitario sia fondamentale da un punto di vista teorico per poter diventare, nel mio caso, un ingegnere, ma credo anche fortemente che ci siano molti altri aspetti e molte altre competenze, quasi paritariamente importanti nel mondo del lavoro, che non sono apprendibili sui libri ma in altre circostanze di vita. La ginnastica, oltre ad essere sempre stata la mia più grande passione, per me è stata proprio questo: un forte insegnamento di vita, di disciplina, di costanza e di determinazione.”

 

Foto di Emanuele Menegozzo

 

“Gli obiettivi di un ginnasta sono sostanzialmente due: allenarsi molto per riuscire a portare in gara degli esercizi il più complessi possibile, in modo da avere un punteggio di partenza alto, e puntare ad eseguirli alla perfezione, per essere penalizzato il meno possibile. Questo è diventato praticamente il mio stile di vita che, in modo molto naturale, riporto anche nel mio percorso universitario; cerco quindi di restare il più al passo possibile con lezioni ed esami, senza dimenticare che il tempo passato in palestra è molto e, soprattutto, che le energie fisiche e mentali a fine giornata, quando ho tempo di studiare, sono poche. Dal punto di vista dell’esito degli esami, invece, pretendo molto. Sostanzialmente preferisco fare poco ma molto bene.”

 

Fin da piccolissimo Andrea amava lanciarsi e volteggiare, senza però sapere dell’esistenza di uno sport che faceva al caso suo. A sette anni comincia ad allenarsi nei corsi del Palagym Palestra Ginnastica Ferrara per poi passare poco dopo, a quasi otto anni, nel gruppo della preagonistica. Da lì inizia il suo percorso ginnico, che ha una svolta interessante nel 2018, quando diventa campione italiano Junior a sbarra ed entra a far parte della squadra di serie A2 della società. Nel 2019 seguono due titoli di vice-campione nazionale a sbarra e volteggio.

 

 

Come per la ginnastica, anche la sua scelta del corso di studi è partita dalla passione, questa volta per le materie scientifiche, che lo hanno portato a passare da un liceo scientifico ad Ingegneria. Va da sé che non sia facile conciliare l’impegno necessario al corso di studi in ingegneria e gli allenamenti quotidiani di 4 ore che, d’estate e per quando è possibile durante il resto dell’anno, arrivano fino alle 7.

 

“Fin da bambino sono cresciuto dovendo trovare un equilibrio tra le due, ma è chiaro che crescendo la mole di studio è aumentata molto. Dalle superiori è diventato più complesso, e col tempo ho capito che da qualche parte avrei dovuto togliere. In università cerco di non incolparmi se non sono al passo come altri compagni, di non fare confronti perché sto dedicando molto tempo ad attività extra-studio. Cerco di non forzarmi a dare tutti gli esami ad ogni sessione, ma senza prenderla sotto gamba. Al momento funziona: mi mancano solo 3 esami e scrivere la tesi. Il mio obiettivo è di non avere rimorsi, non dirmi che avrei potuto fare di più. Mi impegno per vivere giorno per giorno cercando di stare al passo il più possibile per quanto i miei impegni sportivi lo permettono”

 

Andrea rivela di aver incontrato tante persone che gli hanno chiesto se era sicuro di non voler mollare, e di aver dubitato della possibilità di trovare questo equilibrio che invece lui mantiene con successo.

 

“I momenti più critici sono quando ho esami e competizioni nello stesso periodo, che è ovviamente molto stressante. Però sono grato di non aver mollato, la ginnastica mi ha reso quello che sono ed ho avuto una buona media a scuola grazie alla disciplina che ho appreso con lo sport. In più mi sono sempre trovato bene con i professori, sono comprensivi e flessibili e mi hanno sostenuto nella mia passione, rendendomi più agevole la conciliazione tra università e ginnastica. Il sostegno dei professori è fondamentale”

 

Foto di Federica Salvatelli, GINNASTICANDO.it


“Da Junior gareggiavo con atleti della mia età, al massimo un anno in più o in meno. Da Senior è più difficile vincere delle competizioni, perché cominci a competere anche con atleti che hanno molta più esperienza di te. Io sono passato in questa categoria nel 2020 ed ovviamente il Covid non ha agevolato la situazione.

Il campionato di serie A2 era cominciato nel migliore dei modi, ci siamo classificati primi e secondi nelle prime due tappe. La terza tappa di serie A è andata bene, le gare individuali anche: sono arrivato alla finale dei campionati nazionali. Alla qualifica ho fatto una buona gara sbagliando il corpo libero ma qualificandomi primo, secondo e terzo rispettivamente a parallele, sbarra e volteggio. Si prospettava una buona finale e sognavo di tornare a casa con qualche medaglia. Purtroppo però, al primo attrezzo che ho fatto, volteggio, mi sono lussato la caviglia sinistra.”

 

Foto di Luigi Fardella


Andrea rivela di essere andato incontro ad un periodo molto difficile a seguito dell’infortunio, che è successo in concomitanza con l’inizio del suo percorso universitario, al quale ha potuto dedicarsi quasi a pieno regime.

 

“Dopo l’infortunio ed il mio conseguente anno di pausa dalle gare dovuto al recupero, la mia squadra è riuscita a passare dalla Serie A2 in A1. Quindi dopo un recupero lungo, doloroso e faticoso, sono tornato a gareggiare nelle gare di squadra come capitano e nella massima categoria: non potevo essere più felice!

Il primo anno in A1 ci eravamo posti l’obiettivo di non retrocedere, mentre siamo riusciti ad arrivare alla Final Six, concludendo al sesto posto. Quest’anno invece siamo riusciti nell’impresa di salire sul terzo gradino del podio, un risultato storico. sono molto fiero del lavoro fatto da me, dai miei compagni, da chi ci segue e dalla società, che ringrazio.

Dal punto di vista delle gare individuali, dopo l’infortunio, sono riuscito a classificarmi secondo e terzo ai Campionati Nazionali del 2022, a volteggio e parallele mentre quest’anno, proprio un paio di settimane fa, sono arrivato nuovamente secondo al volteggio alla Coppa dei Campioni, una gara nazionale di livello ancora superiore rispetto ai classici Campionati Nazionali.”

 

Foto di Federica Salvatelli


L’impegno e la determinazione che hanno accompagnato Andrea nel suo percorso di ginnasta lo hanno portato a raggiungere traguardi oltre le sue aspettative.

 

“Quando ero più piccolo non ero portatissimo, me la cavavo soltanto ad alcuni attrezzi. La mia fortuna è stata la costanza: dopo lo sviluppo, quando il mio fisico è cambiato, sono diventato in grado di sostenere meglio il mio peso ed i ritmi di allenamento e, in poco tempo, sono riuscito a colmare diverse lacune che mi portavo dietro dal mio percorso pre-adolescenziale.”

 

Il prossimo obiettivo accademico di Andrea è di laurearsi e, salvo imprevisti, dovrebbe riuscirci senza andare fuori corso. Per quanto riguarda il percorso sportivo, pur essendo già molto soddisfatto dei risultati ottenuti, Andrea punta a confermare anche nei prossimi campionati il traguardo raggiunto quest’anno. Da un punto di vista di competizioni individuali, invece, sogna di poter partecipare ai campionati assoluti, che quest’anno ha mancato per poco, e competere ad un incontro internazionale al volteggio, con la consapevolezza di avere tutte le carte in regola per poterci arrivare.

 

Foto di Simone Ferraro


“Un consiglio che mi sento di dare a tutti gli studenti è di capire che ognuno ha il proprio percorso, le proprie doti e le proprie difficoltà. E’ sbagliato e soprattutto controproducente paragonarsi agli altri. Quello che provo a fare io è organizzarmi lo studio nel miglior modo possibile, in modo da avere un programma da seguire che so che, rispettandolo, mi porta ad arrivare pronto alla data dell’esame. Penso che l’organizzazione sia davvero fondamentale e stia alla base di uno studio ben fatto.

Per chi porta avanti una passione oltre allo studio mi sento invece di dire di non sottovalutarsi se si porta a casa qualche esame in meno o qualche voto più basso, non tutti hanno il coraggio e la determinazione di fare quello che fate voi.

Per concludere, vorrei ricordare che gli anni da universitari, una volta laureati, non tornano più quindi, per quanto possibile, cerchiamo di divertirci!”

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